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LOTTA
BIOLOGICA-INTEGRATA
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L'ostinata
ricerca per offrire al consumatore un prodotto
sano ma anche salubre, senza residui di fitofarmaci
ha originariamente motivato l'azienda all'iscrizione
alla Scuola Biologica "Suolo e Salute"
di Torino per cinque anni e all'affinamento di
tecniche colturali caratteristiche della Agricoltura
Biologica.
E proprio l'esperienza acquisita in questi anni
che costituisce una preziosa eredità quando,
con lo sviluppo degli investimenti, la superficie
coltivata si amplia e l'azienda si converte in
biologico-Integrata.
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La lotta biologica, in specifico, consiste
nella conservazione e nell'uso degli insetti antagonisti
esistenti nell'ambiente naturale, con la finalità
di controllare la densità delle popolazioni
fitofaghe e mantenerle entro limiti considerati
al di sotto delle soglie economiche di danno.
La
Lotta Biologica-Integrata è un sistema di
controllo degli organismi dannosi che utilizza tutti
i fattori e le tecniche di lotta disponibili che danno
la priorità ai fattori naturali di limitazione
( parassiti e predatori naturali ) ed alle soglie di
danno.
Si tratta quindi di un metodo di razionalizzazione dell'uso
di tutte le risorse fitoiatriche, che tende ad ottimizzarle
per salvaguardare le produzioni agricole nel rispetto
del sistema ecologico.
Gli
aspetti del ciclo colturale dell'azienda Lorenzini nel
passaggio al biologico - integrato rimangono invariati
e vengono scrupolosamente rispettati; l'azienda infatti
nelle pratiche colturali elenca:
-impollinazione esclusivamente tramite le api, immesse
in alveari ai margini di tutti gli appezzamenti, rifuggendo
dall'uso di qualsiasi sostanza chimica;
-ausilio di insetti ed acari predatori nella difesa
antiparassitaria;
-adozione di appropriate rotazioni colturali;
-esclusione di uso di geo-disinfestanti per combattere
gli insetti del terreno;
-uso del letame maturo e di concimazioni naturali;
-uso di acqua di pozzo artesiano e quindi controllata,
per l'irrigazione;
-uso di varietà dalle eccelse qualità
organolettiche, innestate su varietà resistenti
alle malattie fungine del terreno;
-sfalcio periodico delle erbe infestanti ai margini
delle coltivazioni , per conservare l'equilibrio naturale,
ed utilizzo di teli di pacciamatura negli spazi di coltura,
al posto dei diserbanti chimici;
-controllo assiduo e periodico delle piantine in campo
e registrazione di eventuali anomalie dal trapianto
alla raccolta, per potere agire a livello preventivo.
-uso di prodotti fitosanitari per la difesa diretta
contro i parassiti e le malattie fungine, solo a superamento
della soglia di danno per la coltura. I prodotti maggiormente
utilizzati sono sopratutto di derivazione naturale:
zolfo, rame, bacillus thuringensis (batterio presente
comunemente nel terreno), fluvalinate, etilfosfito di
alluminio, exitiazos, pymetrozine, azoxistrobin, uso
di sostanze a base di saponi naturali con effetto insetticida;
-analisi di laboratorio autorizzato su campioni di frutti
a garanzia dell'assenza di residui di fitofarmaci;
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